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	<title>L&#039;angolo del Ceo</title>
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	<description>Solo un altro blog...</description>
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		<title>Una serata al cinema</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 12:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceoweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Amo il cinema.
L&#8217;incantesimo mi rapisce fin da quand&#8217;ero un nanetto che andava in visibilio per i film di Disney e per la saga di Piedone/Bud Spencer. A quel tempo il biglietto dava diritto ad entrare e guardare anche più spettacoli consecutivi. Leggenda narra che tra una proiezione e l&#8217;altra il nanetto si aggrappasse alle poltrone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amo il cinema.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incantesimo mi rapisce fin da quand&#8217;ero un nanetto che andava in visibilio per i film di Disney e per la saga di Piedone/Bud Spencer. A quel tempo il biglietto dava diritto ad entrare e guardare anche più spettacoli consecutivi. Leggenda narra che tra una proiezione e l&#8217;altra il nanetto si aggrappasse alle poltrone e ai drappi rossi urlando la propria disperazione quando la mamma voleva riportarlo a casa&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche decennio mi ha reso più alto e robusto, ma il genuino entusiasmo con cui mi lascio pervadere dalla magia del cinema è rimasto del tutto invariato. Quanto alle preferenze mi definirei genuinamente onnivoro: fagocito di tutto, dai film d&#8217;azione alle commedie brillanti, dagli horror ai film &#8220;d&#8217;ammOre&#8221;, dal genere impegnato ai musical. Nei periodi fortunati riesco a dedicare un giorno su sette alla settima arte.</p>
<div id="attachment_105" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/09/Locandina-Annie-Halle.jpg"><img class="size-medium wp-image-105 " title="Locandina &quot;Io ed Annie&quot;" src="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/09/Locandina-Annie-Halle-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Locandina &quot;Io ed Annie&quot;</p></div>
<p><strong> </strong><strong>Le sale d&#8217;essai e i cinefili tromboni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte all&#8217;invasione delle astronavi multisala atterrate nelle periferie di ogni città, hanno trovato una loro dimensione di nicchia i cinema &#8220;d&#8217;essai&#8221;. Uso le virgolette perché ormai basta entrare in una struttura con meno di dieci schermi per respirare la puzzasottoilnaso di gestori e spettatori altezzosi, anche se in programmazione c&#8217;è l&#8217;opera prima di un deejay reduce da un reality televisivo. <span id="more-104"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Apprezzo molto i tentativi di sperimentare e innovare; mi piace l&#8217;idea del film come di una forma d&#8217;arte che vada oltre il puro intrattenimento destinato alle masse. Però a tutto c&#8217;è un limite. L&#8217;ultimo capolavoro in lingua originale di un tormentato regista iraniano che dedica il suo lungometraggio alla vita di un mulo da soma nel deserto del Gobi magari lo perdo volentieri. E&#8217; vero che la qualità spesso si nasconde nelle pieghe di nicchie poco visitate, ma se un film lo vedono in totale quattro critici (per lavoro) e un pugno di spettatori che si segnano il nome del regista per citarlo e fare bella figura nei salotti buoni, un motivo ci sarà.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte poi queste sale snobbano anche la tecnologia, perché fa rima con effetti speciali; mi è capitato di assistere a proiezioni su uno schermo poco più grande della tv di casa mia, con impianto audio tipo festa tra adolescenti in garage. Il prezzo del biglietto, in ogni caso, è pari a quello dei cinema &#8220;commerciali&#8221;. E poi, soprattutto, in questi luoghi il rischio di trovare un&#8217;esemplare di cinefilo trombone è piuttosto elevato.</p>
<p style="text-align: justify;">Avete presente la scena di &#8220;Io ed Annie&#8221; in cui Woody Allen, in coda per entrare al cinema, viene ammorbato dai saccenti sproloqui di un solone che oltretutto, di fronte alle proteste, fa valere con arroganza i suoi titoli accademici e la sua presunta competenza?  Ecco, quello è il tipico cinefilo trombone. Ebbene il buon vecchio Woody  realizza il sogno di molti di noi, facendo entrare in scena l&#8217;autore del film per godersi una sverniciata colossale del saputello che si parla addosso. Ma avere il regista a portata di mano nella coda alla cassa ogni settimana sarebbe pretendere troppo&#8230;</p>
<p><strong>I luna-park multisala</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le nostre squallide periferie sono ormai invase a macchia di leopardo da mastodontici multisala che sulla carta sono la terra promessa per tutti gli amanti del cinema: sale enormi, schermi sconfinati, poltrone presidenziali, audio stratosferico, librerie che legano le vetrine alla programmazione, pizzerie, bar, negozi di gadget et similia. Insomma tutto quello che serve per creare un luna-park dedicato a Hollywood e dintorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/09/Locandina-Annie-Halle.jpg"></a>Un po&#8217; pacchiano d&#8217;accordo, ma quale luna-park non lo è?</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; bello poter prenotare i posti via internet, spigolare tra libri e dvd in libreria, cenare in loco o anche solo bere qualcosa con gli amici prima della proiezione. Anche nel caso delle astronavi multisala ultramoderne tuttavia, vi sono i risvolti poco piacevoli. Mi riferisco soprattutto al serraglio di varia umanità che li frequenta.</p>
<p><strong>I branchi di tamarri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nei multisala del circondario patavino le probabilità di trovare un cinefilo trombone sono assai poche: è assai più frequente, purtroppo, l&#8217;incontro/scontro con i gruppi di tamarri in libera uscita. Il momento clou è di solito quello del week end, quando qualcuno apre le gabbie e sciami di cafoncelli invadono le sale. Di solito sono euforici ed un pelo gradassi, ma la cosa più grave è che sono affetti da una tragicomica sopravvalutazione della propria vis comica, in virtù della quale ammorbano i vicini di fila con battute idiote e versi da cretini, incoraggiati dalle risate scimmiesche dei compagni di branco. Arrivano a storpiare i titoli di testa ad alta voce e scompisciarsi; questo è il livello. Inutile cercare di evitarli in un multisala periferico: sono come gli acari in un materasso, fanno parte dell&#8217;arredamento.</p>
<p><strong>Gli illuminanti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Duri da sopportare sono anche gli utilizzatori di cellulare molesti. Per carità: se per dimenticanza ne rimane acceso uno non casca il mondo. Di fronte a chi si rende conto dell&#8217;errore e si precipita contrito a spegnere l&#8217;apparecchio, non prevedo ritorsioni più gravi delle occhiatacce, dei cori offensivi e del pubblico ludibrio. Al limite il lancio di verdure. Più grave l&#8217;abitudine crescente, soprattutto nei serragli/multisala di periferia, di lasciarlo acceso in modalità silenziosa e scambiarsi decine di sms con chissà chi durante il film. Ora, se arriva un sms che annuncia la dipartita del pitone domestico io posso capire anche che uno si alzi ed esca affranto dalla sala per vivere il proprio dolore in pace. Ma non è così, purtroppo. Gli illuminanti abbagliano i poveri spettatori con schermi multicolori che sembrano i riflettori del Meazza e si divertono a far fluire fiumi di sms sul cui spessore e contenuto preferisco non pronunciarmi. Le sale sembrano ormai oceani di buio cosparsi di tanti piccoli fari, che squarciano la notte e frantumano i coglioni.</p>
<p><strong>I ruminanti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi i ruminanti, ovvero persone all&#8217;apparenza normalissime ma che probabilmente non toccano cibo da mesi. Entrano in sala con un bidone di pop-corn da 5kg che potrebbe sfamare una squadra di calcio dopo l&#8217;allenamento e due bicchieroni con cannuccia che sembrano l&#8217;apollo 11. Curiosamente per prendere i pop-corn rovistano come se cercassero una pepita d&#8217;oro in mezzo a mille sassolini (se sono donne non posso fare a meno di pensare alla famosa scena de &#8220;Il tempo delle mele&#8221;&#8230;) e quando bevono ricordano le idrovore dei pompieri. Il livello medio di inquinamento acustico prodotto dal ruminante è pari a quello di una autostrada a media percorrenza durante un giorno feriale.</p>
<p><strong>I suggeritori</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Altra categoria terribile. Facile riconoscerli: hanno già visto il film e fanno i brillanti anticipando le battute o le scene topiche allo sventurato accompagnatore. &#8220;Ara ara, sta atenta: desso se scopre che l&#8217;assassino xè el maggiordomo&#8230;&#8221;. Facile intuire che avere come vicino di poltrona uno di questi fenomeni equivale alla garanzia di una serata al cinema rovinata. Unica soluzione: accettarli. Con l&#8217;accetta, ovviamente.</p>
<p><strong>Le chiacchierone</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una variante pericolosa, più diffusa tra le rappresentanti del sesso femminile. Non hanno visto il film e probabilmente non lo vedranno nemmeno mentre sono lì di fianco a voi, visto che passano il tempo conversando di tutt&#8217;altro con le sodali. Ma dico io, se vuoi spettegolare come una mitragliatrice su quanto si vesta male la nuova morosa di Bepi o su quanto sia zoccola la nuova collega che entra nell&#8217;ufficio del capo con minigonne ascellari, perché non te ne vai in birreria invece di venire a disturbare me durante il film? Hanno di buono che un paio di occhiatacce e qualche intimazione bastano per ridurle al silenzio.</p>
<p><strong>I commentatori</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriore sfumatura, meno velenosa ma molto diffusa, è quella dei commentatori. Subito dopo una scena importantissima ci tengono a rendere tutti partecipi dei loro commenti in tempo reale: &#8220;Ciò ma &#8217;sti troiani i xè stà proprio folpi a cascare nel trucco del cavallo&#8230; Mi ghe gavaria dà fogo&#8230;&#8221;. Ricordo con una punta di acidità di stomaco che dopo &#8220;Inglorious Bastards&#8221; un tizio si palesava irritato e spiegava a tutti che Hitler non era morto in un cinema di Parigi. Sublime. Senza i loro preziosi interventi come faremmo noi poveri spettatori sempliciotti?</p>
<p style="text-align: justify;">Unica caratteristica peculiare e comune a tutte le tipologie di spettatori fastidiosi elencate finora è quella di sedersi sempre sulla poltroncina accanto alla mia.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione: sono il primo ad apprezzare la gioia di vedere un film sgranocchiando golosità varie. E&#8217; bellissimo stare stravaccati a mangiucchiare e fare commenti, mettere in pausa per fare il caffè o la pipì e poi ricominciare, magari massaggiando i piedi alla ragazza che condivide sul divano le gioie della proiezione. Ma è anche consigliabile farlo a casa propria, senza interferire sulle serate altrui.</p>
<p><strong>L&#8217;anello del &#8220;<em>podere</em>&#8220;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Concludo citando un episodio realmente accaduto qualche anno fa, durante la proiezione de &#8220;La compagnia dell&#8217;anello&#8221;, primo dei tre film tratti dalla famosa trilogia di Tolkien. Che vi piaccia o meno il genere fantasy non rileva, quella che segue non è una recensione ma la fredda cronaca di una serata. </p>
<p style="text-align: justify;">Da sempre innamorato del libro, mi gustavo il sottile piacere di poter finalmente dipanare l&#8217;atroce dubbio: avrei visto un&#8217;emozionante cult movie o mi sarei sorbito una &#8220;cagata pazzesca&#8221; di fantozziana memoria?</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene più degli elfi, degli eserciti e delle battaglie, potè una spettatrice; riuniva in sé le caratteristiche più sinistre dei vicini di poltrona: è arrivata con una cofana di pop corn cui i rivenditori avevano attaccato il cartello &#8220;trasporto eccezionale&#8221;. La tainica di bibita l&#8217;hanno portata in sala con una carrucola.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito prima della proiezione ha cominciato a parlare ad alta voce in un dialetto paleoveneto e si è lanciata in numerose battute che evidentemente a lei e alla sua amica sembravano esilaranti, tanto da esplodere entrambe in risate grasse e sguaiate. Una volta iniziato il film ha solo abbassato il volume del cicaleccio, ma senza mai smettere. Hanno continuato per tre ore (dico tre ore) con le battute da troglodite e con le conseguenti risatine isteriche. Si zittivano solo per scartavetrare nel baule di pop corn, per succhiare coca-cola dalla cisterna producendo un rumore simile a quello delle cascate Vittoria e per mandare sms. In tre ore la tipa ha gestito una mole di messaggi che una persona normale potrebbe smaltire in due settimane. Aveva tolto la suoneria, bontà sua, ma il fascio di luce da 800 megawatt del suo cellulare malefico rivaleggiava con quello del proiettore della multisala. Dato che non riuscivo a seguire il film, la mia curiosità si è spostata sul contenuto degli sms. Immaginavo cose di livello, tipo &#8220;Mi manki anke tu, ciò. Tvtb. Grassie di esistere seto. Maicol.&#8221;</p>
<div id="attachment_110" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/09/Unico_Anello.png"><img class="size-medium wp-image-110" title="Unico_Anello" src="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/09/Unico_Anello-300x259.png" alt="" width="300" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;anello del Potere</p></div>
<p style="text-align: justify;">Proteste e rimbrotti avevano effetto per 2 minuti al massimo, quindi tutti i vicini, me compreso, si sono velocemente rassegnati.</p>
<p style="text-align: justify;"> Beh insomma, ve la faccio breve: la prima parte della trilogia si chiude col classico &#8230;&#8221;to be continued&#8230;&#8221; che rimanda ai capitoli successivi. Non ci crederete, ma la cavernicola dell&#8217;era moderna si è rivolta all&#8217;amica intellettuale e se ne è uscita ad alta voce con uno strepitoso:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Ciò, ma l&#8217;aneo? Come xè che va finire? No se capisse gnente, sto film xè na boiada&#8230;</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; esplosa una risata isterica di tutta la fila, che lei ha interpretato come consenso del &#8220;suo&#8221; pubblico. Sorrideva per i fan, probabilmente immaginandosi già protagonista di qualche programma di Maria De Filippi per la sua innata simpatia e frizzante ilarità. Io da parte mia l&#8217;ho rivalutata. In fin dei conti dopo tre ore di film, chiacchiere e qualche centinaio di sms ha capito che l&#8217;oggetto più importante della storia era l&#8217;anello del potere.  Io invece ho dovuto rivederlo in seguito, perché, distratto dalla sua presenza e dalla sua carismatica personalità, avevo pensato per tutta la sera ad alcune scene di &#8220;Jack lo squartatore&#8221;&#8230;</p>
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		<title>Una domenica (bestiale) al mare</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 20:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceoweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uomini e donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo post di questo blog è tratto da una mia facezia pubblicata nel primo numero della rivista &#8220;Padua Live &#38; Music&#8221;, nel giugno del 2006. E&#8217; dedicato a tutti coloro che hanno preso parte a quella coraggiosa, pindarica avventura editoriale e a tutti gli attori di quel periodo meraviglioso.
Vorrebbe essere uno scherzoso omaggio ai servi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il primo post di questo blog è tratto da una mia facezia pubblicata nel primo numero della rivista &#8220;Padua Live &amp; Music&#8221;, nel giugno del 2006. E&#8217; dedicato a tutti coloro che hanno preso parte a quella coraggiosa, pindarica avventura editoriale e a tutti gli attori di quel periodo meraviglioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrebbe essere uno scherzoso omaggio ai <em>servi della gleba</em> di ogni tempo e latitudine nonché ovviamente alle loro feudatarie emozionali. In particolare alla protagonista di quella domenica al mare che era, ed è ancora, bellissima e che ha sempre avuto l&#8217;intelligenza di vivere col sorriso le mie iperboli e le mie affettuose ironie.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ringraziamento a Simonetta per le splendide foto è d&#8217;obbligo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p><strong><span style="color: #993300;">UNA DOMENICA (BESTIALE) AL MARE</span></strong></p>
<p><span style="color: #993300;">(Degli equilibri di coppia durante una gita fuori porta tra un giovane uomo e una bellissima giovane donna)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> <a href="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/08/TC-170.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-95" title="Spiaggia" src="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/08/TC-170-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Sabato sera</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Perchè non andiamo al mare domani?&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Penso: che idea del cazzo, domani è domenica, siamo in maggio, ci sarà il mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dico: &#8220;Che splendida idea, fiorellino! Magari partiamo sul presto, così evitiamo la coda.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">&#8220;<em>Ma va, cosa dici&#8230; Partiamo qu</em></span><span style="color: #993300;"><em>ando mi sveglio, vuoi farmi fare le levatacce per andare al mare? Non fare lo sfigato che parte all&#8217;alba come Fantozzi&#8230;&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Vabbè, andiamo quando vuole la principessa&#8230;<span id="more-66"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Il viaggio</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">All&#8217;altezza di Legnaro 8 km di coda. Sembrava Roncobilaccio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Non cominciare a brontolare e a dire che l&#8217;avevi detto, sono già nervosa di mio&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ma no figurati, diavolo imbufalito&#8230; Almeno ascoltiamo un po&#8217; di musica, passami un CD.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;In auto ne ho solo uno, quindi c&#8217;è poco da scegliere.&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ma se te ne ho regalati quattromila in duplice copia, da tenere in casa e in auto&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Beh insomma, saranno a casa o forse nel bagagliaio, non so, non mi ricordo, non innervosirmi&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ci mancherebbe, stellina bella! No</span><span style="color: #993300;">n importa: ascolterò la radio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">La spiaggia</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dopo un viaggio infernale e una ricerca del parcheggio da guerriglia urbana arriviamo allo stabilimento balneare. Prendo un lettino per lei e l&#8217;ombrellone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dice: <em>&#8220;Prendine due, di lettini! Mica farai il grezzo con il telo steso sulla sabbia&#8230;&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ma principessa, lo sai bene che io non sto sul lettino: vado a giocare a beach volley, a calcetto, al bar, non riesco a rimanere fermo sotto il sole come fai tu&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><em>&#8220;Sei venuto per stare con me o per fare l&#8217;insofferente e girare come un&#8217;anima in pena? Prendine due, così uso il tuo anche per appoggiare la borsa, le creme e i vestiti</em>.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Molto bene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Tra parcheggio e lettini stacco un assegno post datato. Alle mie rimostranze il simpaticissimo gestore sottolinea con faccia di bronzo che i prezzi sono gli stessi dell&#8217;anno prima.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><em>&#8220;Si, ma era ferragosto non maggio, diavolo rapinatore&#8221;</em> &#8211; ribatto io</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Una fitta dolorosa all&#8217;altezza delle costole smorza la mia polemica, e con sorpresa arguisco che non è stato l&#8217;esattore<em>: &#8220;Ma ti metti a discutere sul prezzo? Con me di fronte? Che figura, io me ne vado ti aspetto in spiaggia&#8230;&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Invece di stendere entrambi con un doppio calcio volante, ingoio il rospo e pago.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Il gestore, con una luce diabolica di scherno negli occhi, aggiunge: <em>&#8220;Ah, guardi che essendo fuori stagione i bagnini ancora non fanno servizio completo: i lettini se li deve portare lei.&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Scarto l&#8217;idea di piazzare una ca</span><span style="color: #993300;">rica di dinamite sotto la sua capannina, mi carico i due pachidermici oggetti in piombo impoverito sulla spalla e provvedo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Il Pranzo</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dice: <em>&#8220;Vorrei un toast, un ghiacciolo e una coca, ma non ghiacciata mi raccomando.&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Principessa non c&#8217;è problema: ti accompagno e prendo qualcosa anch&#8217;io al tavolo. Sono quasi le tre e sono a digiuno, poi magari vedo come stanno andando le partite.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Ma vuoi sederti a tavola come i nonni? Io non ho voglia di camminare, la sabbia scotta e poi devo stare qui ad abbronzarmi. E non pensare sempre a mangiare e al calcio, che noia: prendi qualcosa al volo e portalo qui, che pilucchiamo sul lettino e parliamo&#8221;.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ma&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Uff, sei venuto per accompagnarmi o per stressarmi&#8230;?  E  prendi un po&#8217; di sole anche tu, sei bianco come un latticino&#8230; anzi, mi spalmi l&#8217;olio sulle gambe? Dai dai, che poi ti piaccio con la pelle ambrata&#8230; sono o non sono bellissima? Dimmelo&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Mica la tramortisco con un colpo alla giugulare, no no. Le dico che è bella da far male, mi godo il suo sorriso malizioso e terribilmente femminile e mi precipito a prendere da mangiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Mille km sulla sabbia rovente per raggiungere il baretto, coda con un manipolo di bifolchi attaccabrighe stratatuati e sudaticci, nuovo assegno post datato per due toast, due coche e un ghiacciolo. Ci saranno 40° e il sole è allo zenith. Molto bene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Potevo mica rimanere a casa col climatizzatore acceso e le palle al fresco a vedermi il Milan? Mah&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Shopping</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Verso le 16:30, quando il sole comincia a diventare accettabile, giunge l&#8217;ordine di levare le tende.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dico: ma proprio adesso che viene il bello, il sole tramonta, la sabbia non scotta più&#8230; non possiamo rimanere ancora un po&#8217;? Io gioco un po&#8217; a beach coi ragazzi e poi vediamo il tramonto insieme&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Non fare lo sfigato che gioca a palla in spiaggia&#8230; Dobbiamo assolutamente andare a Chioggia.&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">A CHIOGGIA??? A FARE CHE?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><em>&#8220;Ci sono alcuni negozi trendy molto carini&#8230; Ho appuntamento lì con le ragazze tra mezz&#8217;ora, quindi dobbiamo andare&#8230;&#8221;</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Vabbè, almeno berrò uno spritz e mi informerò sulle partite&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Faccio ancora lo splendido: &#8220;Principessa ci penso io a parcheggiare, nessun problema: tu intanto scendi e goditi le vetrine con calma.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">No, non infierite: mi sono mandato a fare in culo da solo dopo pochi minuti. Auto arroventata, climatizzatore a manetta praticamente inutile, lotta all&#8217;arma bianca per trovare un posto libero. Manco fossimo a Manhattan.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dopo un parcheggio selvaggio conquistato schienando una dolce vecchietta grazie alle arti marziali, caccio una cifra vicina al milione di euro in monete da 10 cent per garantirmi mezz&#8217;ora scarsa di parchimetro (a Manhattan costa meno). Arrivo trafelato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Ma quanto ci hai messo a parcheggiare? Mica l&#8217;avrai messa lontana che non ho voglia di camminare, sono stanca morta&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Stai tranquilla, zuccherina, è proprio qui in centro, quasi in zona pedonale&#8230; E poi in caso vado io a recuperare l&#8217;auto e ti vengo a prendere, come al solito. Posso offrire un prosecco a te e alla tua amica?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Il rientro</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Coda incommensurabile. Decine di coglioni che superano a destra o sinistra tentando di reimmettersi più avanti; chissà come si sentono furbi. E chissà come si sentono buoni quelli che, più avanti, anziché posizionare i rostri sui cerchioni o lanciare missili dal cofano, permettono loro di rientrare facendosi beffe di tutti gli ingenuotti in coda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Tutto fermo, bloccato, immoto. Ingor</span><span style="color: #993300;">ghi a croce uncinata. Un vero, sublime inferno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Non avendo armi di distruzione di massa a disposizione, mi sfogo sparando il climatizzatore a temperatura antartica e alzando la radio a volume da discoteca, tanto per stordirmi con la musica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Sono tanto stanca, il sole mi ha debilitata, vorrei pisolare&#8230; Abbassi un po&#8217; la musica? E guida piano per cortesia, niente scossoni, frenate o imprecazioni contro gli altri&#8230; Devo rilassarmi&#8230;&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Tranquilla, pupa, riposa pure nella bambagia: mi chiamano piede di velluto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Passano, lentissime, le ore e dopo 50 metri scarsi percorsi in prima, all&#8217;improvviso sussulta: <em>&#8220;Oddio che freddo! Ho i brividi! Abbassa l&#8217;aria che mi sento morire&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dico: ma stellina adorata, ci sono 60 gradi all&#8217;ombra, diavolo torrido&#8230; Se abbasso l&#8217;aria finiamo arrostiti!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Dice: <em>&#8220;Insomma, sono stata tutto il giorno al sole e ho la reazione termica, guarda, mi viene la pelle d&#8217;oca! Mica posso prendere la broncopolmonite perché tu hai le scaldanelle!&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">La broncopolmonite. A maggio. In una scatola di latta sotto il sole a picco&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Invece di stordirla con una gomitata sul naso, sorrido e la rassicuro: &#8220;Subito, delicato fiorellino di maggio, la abbasso subito.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Ho spento il clima e acceso il falò delle imprecazioni silenti mentre la radio, impietosa, mi aggiornava sulla sconfitta del Milan.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Attendo attestati di solidarietà in grande numero&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/08/TC-057.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-94" title="Lettini" src="http://www.ceoweb.it/wp-content/uploads/2010/08/TC-057-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>L&#8217;angolo del Ceo</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 14:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceoweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c&#8217;era bisogno di un nuovo blog.
Il big bang della rete ha illuminato milioni di mondi, ognuno con la sua atmosfera, il suo clima e le sue forme di vita(lità). La galassia virtuale è sovraffollata di poeti, navigatori, pirati, trolls, falsi profeti, hackers, esperti veri o presunti, pionieri, cazzoni, romanzieri  e chissà che altro.
La nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;era bisogno di un nuovo blog.</p>
<p style="text-align: justify;">Il big bang della rete ha illuminato milioni di mondi, ognuno con la sua atmosfera, il suo clima e le sue forme di vita(lità). La galassia virtuale è sovraffollata di poeti, navigatori, pirati, trolls, falsi profeti, hackers, esperti veri o presunti, pionieri, cazzoni, romanzieri  e chissà che altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova scintilla innescata da questo blog non porterà a scoprire nuove forme di comunicazione, né a svelare talenti o illuminare angoli oscuri di alcun tipo. Sarà solo l&#8217;ennesima vampata di energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non verrà quindi risolto il paradosso dell&#8217;incipit, non verrà sciolto il nodo della sua contraddizione: non c&#8217;era bisogno di un nuovo blog.</p>
<p style="text-align: justify;">Benvenuti nel mio nuovo blog.</p>
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