Scozia – Diario di viaggio

In rete certo non mancano diari di viaggio relativi a tour scozzesi: l’ennesimo elenco di luoghi, hotel, ristoranti e B&B non darebbe molto valore aggiunto. Tuttavia l’esperienza di quest’estate è stata talmente piacevole da rendere quasi dovuta qualche riga di omaggio al paese delle Highlands, di Fleming, di Sean Connery, di Watt e di Mr.Livingstone (I suppose…).

Proverò a condividere e mescolare ricordi, emozioni, sensazioni, immagini, in ordine sparso, senza affannarmi troppo per dare un senso logico al mosaico. Con la mia meravigliosa compagna di viaggio (autrice anche dello splendido book fotografico da cui ho selezionato gli scatti visibili in questo post) abbiamo sfruttato ogni mezzo di trasporto disponibile (aereo, treno, autobus, nave, automobile) e abbiamo dormito ogni notte in un posto diverso, senza vincoli, guidati solo dalla nostra ispirazione. Per gli amanti delle statistiche le tappe del giro alla fine sono state: Edimburgo – Glasgow – Oban – Isola di Mull – Lochness – Inverness – Aberdeen – Stonehaven – Saint Andrews – Glamis – Stirling – nuovamente Edimburgo.

Fin dall’arrivo in aeroporto la sensazione è stata quella di essere atterrati in un mondo lontano, terribilmente romantico, con un vago richiamo fiabesco.

Edimburgo

E’ davvero splendida. Le caratteristiche case in pietra, gugliate e turrite, hanno un potere evocativo ed un fascino davvero speciali, difficili da descrivere. Il castello domina la città dall’alto e sembra custodirne l’anima più antica e profonda.

Arduo raccontare le sensazioni e le emozioni provate passeggiando lungo il Royal Mile nei giorni dedicati al Fringe Festival: saltimbanchi, attori, cantastorie, suonatori e artisti di strada tengono compagnia a migliaia di visitatori, in una cornice architettonica meravigliosa, tra mura intrise di storia, negozietti, pub caratteristici. Il contesto, i dialoghi in tutte le lingue e le pietre secolari creano un vortice di energia che costituisce il cuore pulsante della città e che sprigiona un fascino contagioso.

Il nostro angolo preferito per accedere dalla New Town a questo magico mondo era il Lady Stair’s Close: uno stretto vicolo di scalini fitti e ripidi che sale fino alla rocca. A metà del vicolo esplode improvvisa una piccola piazza, incorniciata da palazzi antichi e con una pavimentazione assai particolare: è piena di citazioni da libri famosi, scolpite nella pietra (nella piazza si trova il Writers’ Museum).

Il fascino di Edimburgo è ormai arcinoto, ma bisogna essere lì per vivere le emozioni che sa regalare e per farsi trascinare dalla sua atmosfera magica: il suono intrigante delle cornamuse, i giardini lussureggianti, la città sotterranea con i suoi fantasmi e il suo fascino sinistro, le costruzioni antiche, le banche senza porte di sicurezza e senza guardie giurate, le nuvole cariche, i pub, la gente aperta, cordiale e sorridente.

Highlands

Anche in questo caso diventa difficile tracciare un percorso lineare: abbiamo noleggiato un’auto e visitato posti meravigliosi. Romantici paesini di pescatori affacciati sul mare del Nord, distillerie di whisky, città industriali, deliziosi borghi in riva ai laghi, castelli in rovina e manieri abitati che sembravano usciti da un libro di fiabe. Il tutto in mezzo a colline di un verde sorprendente, a squarci di sole improvvisi tra scrosci di pioggia torrenziale, a ruminanti onnipresenti, a colori incredibili, a laghi gonfi d’acqua e di languori romantici. Un caleidoscopio di immagini meravigliose, limitato solo dai pochi giorni a disposizione. Il paesaggio, il clima, le architetture, le tradizioni, la cucina, gli abitanti, la natura: tutto concorre a rendere un viaggio nelle Highlands una esperienza forte e indimenticabile.

 Il clima

Avete presente i luoghi comuni sul fatto che in Scozia piove sempre? Ecco: non sono luoghi comuni!!! Chi soffre il caldo (come me) si troverà bene: abbiamo trovato una temperatura media di circa 10 gradi in pieno agosto. E tanta pioggia. Meglio mettere in valigia maglioni e giubbotto impermeabile. Un portiere d’albergo, alle nostre domande sulle previsioni meteo per la giornata, ha risposto facendo spallucce e allargando le braccia: “It’s Scotland…”.

Guidare in Scozia

Vanno tutti contromano, tocca adeguarsi. Bastano comunque pochi minuti per farci l’abitudine: le segnalazioni sono chiare e ci sono molti avvisi che ricordano agli stranieri di rimanere sulla corsia di sinistra. L’educazione e la disciplina degli scozzesi al volante poi fanno la differenza, e soprattutto fanno sembrare l’anarchia cafona degli automobilisti italiani un brutto ricordo, già dopo un paio di giorni. Nelle Highlands le strade sono strette e tortuose, e quando dico strette intendo proprio strette: a intervalli regolari si trovano piazzole di sosta per accostare e far passare le auto che arrivano in senso opposto. Ah, una annotazione di servizio: le auto hanno il volante dalla parte sbagliata ma il cambio esattamente come il nostro; quindi va usato con la mano sinistra e al contrario, ma senza distrarsi troppo che altrimenti ci si dimentica di andare contromano. Meglio optare per il cambio automatico…

 Dormire in Scozia

I Bed and Breakfast, ben segnalati e onnipresenti, sono quasi tutti gestiti da famiglie che hanno ristrutturato la casa per ospitare i turisti e arrotondare le entrate. Le abitazioni offrono di solito un buon livello di privacy e calore, hanno spesso il giardinetto curato e il camino acceso. Nessun problema per trovare posto: i B&B sono davvero tanti, hanno prezzi abbordabili e garantiscono una ospitalità e un calore spesso difficili da trovare in albergo. Bisogna solo essere abili, in qualche caso, a tenere testa a socievoli padroni di casa che ingaggiano gare di chiacchierate all’ultimo respiro. Fortunatamente la mia compagna, abile conversatrice in lingua, dava filo da torcere anche agli anglofoni doc e mi permetteva di dribblare il problema trincerandomi dietro generosi sorrisi di circostanza e ridondanti “yes, of course.”. In una occasione siamo anche stati “agganciati” da un gruppo di turisti iberici in difficoltà con l’inglese, che avevano bisogno di aiuto. Pieno di iniziativa ed entusiasmo ho sfoggiato il mio miglior spagnolo: “Jo creo che Nadal es un buon jugador, Luis Enrique, Santiago Bernabeu, Pep Guardiola…”. Mi hanno guardato un po’ interdetti finché è arrivata lei e ha cominciato a dialogare fastidiosamente bene in perfetto spagnolo e a fornire loro tutte le indicazioni che cercavano. Per orgoglio, comunque, ho voluto riguadagnare punti e ho buttato là un “me piase la paella” (mezzo veneto e mezzo iberico) per poi stendere tutti con il classico “hasta magnana“. Un figurone.

Castelli

Ce ne sono talmente tanti,  disseminati per tutto il territorio, che la cosa più difficile è scegliere quali visitare e quali invece tralasciare: per gli appassionati del genere la Scozia è un vero paradiso. Di seguito qualche segnalazione (cliccando sul nome del castello si apre un link al relativo sito web, ndr). A parte quello di Edimburgo, assolutamente da non perdere, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Sul versante occidentale segnalo il Duart Castle, sull’isola di Mull, in cui è possibile incontrare il capoclan del clan dei Mclean e assistere a rappresentazioni della vita delle castellane (a noi hanno insegnato come tessere la lana tosata dalle pecore). Più a nord, di fronte all’isola di Skye, c’è il visitatissimo Eilean Donan Castle, che risulterà familiare a coloro che ricordano il film Highlander

Chi non vuole resistere alla tentazione romantica e ingenua di fare una puntata a Loch Ness, può fare una capatina all’ Urquhart Castle  (quello de “Il diavolo nella cattedrale” di Frank Schatzing). Per gli amanti delle casate reali e delle leggende è d’obbligo una visita al fiabesco Glamis Castle, che si erge su un parco sconfinato di piante secolari e di soffice erbetta all’inglese. Visitatelo con le guide: vi affascineranno con suggestive storie di dinastie nobiliari e con divertenti racconti di fantasmi. Gli appassionati di storia invece non possono perdersi lo Stirling Castle , teatro di innumerevoli vicende storiche nel corso dei secoli e luogo di incoronazione di Maria Stuarda a regina di Scozia.

Ho volutamente lasciato per ultimo un castello in rovina che ci ha offerto alcuni scorci tra i più affascinanti dell’intero viaggio. Nei pressi di Stonehaven, un delizioso paesino di pescatori affacciato sul mare del Nord, è possibile visitare il Dunottar Castle. Si trova abbarbicato su uno sperone di roccia, in un contesto paesaggistico davvero spettacolare: una volta conclusa la visita e scattato decine di foto, ci è dispiaciuto andarcene…

Mangiare in Scozia

Dal punto di vista gastronomico il consiglio è quello di tuffarsi senza timori nelle abitudini alimentari scozzesi. Onnipresenti i negozietti di Fish & Chips: occhio che friggono nella pastella anche gli hamburger e i cetrioli… se non siete veloci a prendere le monete di resto si mettono a friggere anche quelle! Pregevole inoltre la varietà di carne e pesce da assaporare in tutte le salse in qualsiasi pub, senza necessariamente andare in ristorante. Godetevi infine l’orgia di birra (troverete ovunque la “T” illuminata della Tennent’s) e di whisky, che potrete assaggiare, degustare e apprezzare in ogni variante.

Discorso a parte per la colazione, che si esprime al meglio nella versione salata: eggs and bacon, salsicce, pomodori, funghi, salmone, aringhe affumicate e chi più ne ha più ne metta. Occhio però a non esagerare: una mattina mi sono ritrovato nel piatto anche una abbondante porzione di haggis, il piatto nazionale scozzese. Trattasi di un insaccato di interiora di pecora (cuore, polmone, fegato) macinate insieme a cipolla, grasso di rognone, farina d’avena, sale e spezie, il tutto mescolato con brodo e bollito tradizionalmente nello stomaco dell’animale per circa tre ore. Un piatto assolutamente da provare se vi piacciono i sapori forti.  Magari non alle otto del mattino, come è capitato a me…

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