Week end sulla neve (ma non sugli sci…)

Quando le ho detto del week end di sci estremo con gli amici, in un rifugio spartano tra i ghiacciai con un serrato itinerario di chilometri e chilometri di piste, mi ha stupito con una controproposta. “Perché invece di andare con loro non ci porti me?

Le risate matte… Figuriamoci se la porto in un rifugio coi letti a castello in camerata, con i bagni in comune, per due giorni di sci intenso fino alla chiusura degli impianti, con tutto il bagaglio in uno zainetto sulle spalle. Impossibile. Lei però, con gli occhioni dolci e con altre armi che in questa sede non sarebbe elegante descrivere nel dettaglio, è riuscita nel volgere di pochi minuti a farmi accettare l’idea. Ha prenotato nel cuore delle dolomiti, in un albergo con centro benessere. Una salassata: con gli amici avrei speso un quarto di quella cifra. Pazienza.

La partenza

Alle 7:00 sono sotto casa col motore acceso. Le ho preparato la colazione, l’ho svegliata dolcemente, ho caricato in auto scarponi, sci, la mia borsa e la sua valigia extra-large da due tonnellate (“Non mi brontolare sempre, ho messo giusto due cose, e poi c’è tutta la roba per il wellness center…”). Sarà. Quella roba ce l’ho messa anch’io: due infradito e un costume; nella sua valigia però ci starebbero comodamente anche la vasca idromassaggio e il bagno turco! Penso allo zainetto ultracompatto degli amici. Mah…

Alle 7:10 il motore è caldo e lei ancora non si vede. Suono il campanello. Il citofono gracchia qualcosa tipo “Arrivo subito, sto scendendo”. Alle 7:30 spengo il motore ormai quasi fuso e salgo, pronto alla scenata. E’ in bagno che traffica con i trucchi. Condisco il mio disappunto con qualche espressione colorita ma lei mi stampa un bacio appiccicoso di burro cacao e mi fa una linguaccia. Sa che non sopporto il burro cacao e scappa ridacchiando, dandomi del vecchio brontolone. La inseguo, la prendo, fingiamo di lottare, ridiamo. E’ deliziosa. Penso a stasera, a quando la costringerò a farsi perdonare e faremo pace… Ci sta pensando anche lei, lo capisco dallo sguardo. Sorrido e torno in macchina, mi è tornato il buon umore. Infine, quando non ci speravo più, partiamo.

L’hotel

Tra partenza ritardata, pause caffè e soste pipì arriviamo in albergo alle 11:00. Pochi minuti e sono in tenuta da sci fuori dall’hotel; tanto per cambiare la sto aspettando. Arriva dopo mezz’ora: “Amore mi aiuti a mettere gli scarponi?”… “Certo fiorellino” – rispondo – pensando intanto agli amici che in 10 minuti si alzano, si vestono, fanno colazione e sono pronti sulle piste, bardati come guerrieri. Pazienza. Apri gli scarponi, falle infilare il piedino bello, chiudi gli scarponi. No, sono troppo larghi; ora sono troppo stretti; ecco, ora sono giusti. Mi carico le due paia di sci in spalla e vado a fare gli skipass. I dubbi si addensano come nubi minacciose sul mio istinto di sciatore.

Sulle piste

Scendiamo dalla funivia e il panorama mozzafiato delle dolomiti mi riconcilia col mondo. Il tempo di fare qualche pista e per pranzo propongo un panino con salsiccia al volo, corredato di rapido grappino. “Ma siamo ai lavori forzati? Mi hai portato qui per farmi rilassare o per stressarmi? Andiamo in rifugio e pranziamo come si deve.  Mi slacci gli scarponi che sto più comoda?”. Mah…

Antipasto, zuppa, dolcetto e grappino. Ora siamo pronti per la pennica, più che per una pista nera. Appena finito mi preparo a ripartire ma subito mi blocca:  “Abbiamo appena mangiato, non possiamo sciare col boccone in gola. Mi metto sulla sdraio qui fuori, al sole, cosi mi abbronzo un po’. C’è anche della bella musica. Mi porti un caffè?” Provvedo, mentre il gestore altoatesino del rifugio mi guarda severo; i suoi occhi sillabano “foi italianen pelandronen, sempre penzare a dormire, sempre sfegliare tardi, sempre manciare e bere, mai sciare…”.

Finalmente qualche discesa

Riprendiamo a sciare alle 15:30; il sole si nasconde subito dopo. Alle 16:00 dobbiamo fermarci: ha le mani e i piedi congelati, non resiste più. Ma se abbiamo appena cominciato, diavolo congelato… Quando vai a sciare devi sopportare un po’ il freddo, altrimenti lascia perdere e parti per i caraibi… Niente, non ce la fa. Di nuovo fermi, in rifugio. Lei beve un tè mentre le massaggio i piedi. Il gestore, sempre lo stesso, con la pelle rovinata dal freddo e dalle imprese sulle nevi, mi guarda con disprezzo. A quest’ora con gli amici saremmo stanchi morti, con chilometri di piste sulle gambe. Invece sono dentro un rifugio, al caldo, in maniche corte, con tutto il materiale tecnico buono per il polo nord poggiato sulla sedia, per nulla affaticato (in totale avremo sciato 20 minuti). Molto bene.

Epilogo

Alla chiusura degli impianti redigo un piccolo bilancio al volo: 90 euro per due skipass che permettono di sciare fino in Austria, 50 euro di pranzo, e abbiamo fatto in totale due piste blu. Sciisticamente ed economicamente una Caporetto. Vabbè, mi rifarò più tardi… La sera però lei torna dal centro benessere tardissimo: bagno turco, massaggi, thermarium, qualcosa di “emozionale” e chissà che altro. Dopo cena crolla sul letto e si addormenta all’istante. Addio seratina piccante; pazienza. Mi arriva sul cellulare una foto degli amici in rifugio che brindano con un grappino, a 3000 metri. Sono spettinati, paonazzi per la reazione al freddo, e sembrano affaticati ma felici. Io ho speso un miliardo di euro e non ho sciato un cazzo.

Mi giro: sta dormendo ranicchiata, tenera e bellissima. Le rifilo un bacino tenero e lieve, prima di spegnere la luce. Spero solo che gli amici organizzino presto un nuovo week end…

3 Commenti

  1. vuoi mettere una bellissima donna rannicchiata al tuo fianco con un gruppo di ubriaconi che finiranno con il russare tutta lo notte!?

    E ricorda: Per il resto c’è MasterCard!

  2. Impagabile la “delusione” del fine serata. Era già tutto previsto.E’ per lo stesso motivo che puntualmente passiamo a prenderla e girandoci su un lato… sorridiamo, perchè comunque la nostra Lei ci ha scelto. Impagabile la soddisfazione.

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